Marina Romanò


Dopo aver conseguito la maturità tedesca e quella italiana nel 1973, si iscrive a giurisprudenza alla Statale di Milano, laureandosi in diritto internazionale nel 1978 con una tesi sulla questione delle due Germanie. Durante gli anni universitari collabora con uno studio legale e dal 1979 fino al 1982 lavora nell’ufficio legale prima della Fidiger Coopers & Lybrand e poi della KPMG Fides, società svizzere di gestione e revisione. Nel 1982 consegue il titolo di procuratore legale. Dal 1982 al 1985, durante i primi tre anni della prima figlia, insegna tedesco al Circolo Filologico Milanese, italiano agli stranieri presso Inlingua e collabora con il Dipartimento di diritto internazionale a Giurisprudenza in Statale dove è cultrice della materia. Dal 1985 è docente di diritto presso la SSIT di Milano e dal 2000 continua a esserlo presso la Fondazione Milano. È stata docente in mobilità Erasmus presso l’Università di Saarbrücken in Germania e presso la Marie Haps di Bruxelles e docente a contratto al corso di Organizzazioni internazionali presso la Facoltà di Scienze Politiche di Milano. È iscritta all’albo dei consulenti tecnici per la lingua tedesca presso il tribunale di Milano; traduce e revisiona testi giuridici dal tedesco, è esperta di terminologia giuridica presso la Rete REI, autrice del libro “Verbi tedeschi” edito da Vallardi, curatrice insieme a Emilio Gramegna del volume “Italia a più voci”. Si occupa di Orientamento in entrata al triennio di Mediazione linguistica e da giurista atipica, come ama presentarsi agli studenti, è felice di lavorare in una Scuola atipica dove ha sempre avuto la possibilità di esprimersi a 360 gradi.